Emergenza Covid19-Sars CoV2

Ai fini della sanificazione e della igienizzazione devono essere inclusi anche i mezzi d’opera con le relative cabine di guida o di pilotaggio, le auto di servizio e le auto a noleggio e i mezzi di lavoro quali gru e mezzi operanti in cantiere?
Sì, qualsiasi mezzo che viene utilizzato nell’ambito lavorativo deve essere igienizzato periodicamente, soprattutto se l’abitacolo viene condiviso da più lavoratori anche non contemporaneamente.
Chi redige il protocollo di sicurezza anti-contagio?

Il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento del contagio di COVID-19 è predisposto dal Datore di Lavoro in collaborazione con l’ RSPP e il medico competente.
È sempre auspicabile il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti in azienda di lavoro e, per le aziende più piccole , con le rappresentanze territoriali.

Per l’accesso dei fornitori esterni, devono essere individuate procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale presente in azienda?

Sì! Le occasioni di contatto devono essere azzerate oppure ridotte al minimo e per il minimo tempo.

Incarichi Sicurezza sul Lavoro

Chi è autorizzato a votare per l’elezione dei RLS?

Possono votare tutti i lavoratori dipendenti (sia con contratto a tempo indeterminato che determinato) in servizio al momento dell’elezione.

Chi nomina il RLST?

Il RLST viene designato dal Comitato Paritetico provinciale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, anche in sede di Ente Bilaterale Territoriale, laddove costituito.

Come deve avvenire l’elezione del RLS?

L’elezione può avvenire in una apposita riunione dei dipendenti, dedicata alla funzione elettiva. La riunione può essere convocata dalle RSA o RSU ove esistenti oppure direttamente dal Datore di Lavoro o da un Dirigente con formale delega di funzioni o dal RSPP. In tal caso possono partecipare alla riunione anche i dirigenti delle Organizzazioni sindacali previo avviso al Datore di lavoro. Possono votare tutti i lavoratori dipendenti in servizio al momento dell’elezione. Sarà eletto colui che otterrà il maggior numero di voti. Il verbale di elezione deve essere notificato al datore di lavoro, il RLS eletto o designato potrà svolgere il suo compito non appena notificato e formalizzato al datore di lavoro il relativo verbale.

E’ obbligatorio comunicare all’INAIL la nomina del RLS aziendale?

Sì, la mancata comunicazione all’INAIL, per via telematica, comporta una sanzione amministrativa da 50 a 300,00 €. L’INAIL ha predisposto una specifica procedura on line accessibile dalla ditta tramite il soggetto che gestisce i rapporti con l’ente oppure tramite il proprio PIN (Caaf, Ufficio paghe o Consulente del lavoro). Terminato l’inserimento del nominativo la procedura registra in archivio i dati comunicati e rilascia all’utente la stampa della ricevuta della comunicazione da conservare ed esibire in caso di controllo.

In quale ambito è autorizzato ad operare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale?

Il RLST opera a livello provinciale o comunque nel territorio di sua pertinenza e solo nelle aziende in cui non è stato designato il Rappresentante dei lavoratori per sicurezza interno (RLS).

L’RLS può avere accesso al Documento di Valutazione dei Rischi?’

Sì. Il D.Lgs.81/08 prevede espressamente che il RLS, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceva copia del Documento di Valutazione dei Rischi aziendale. Tale copia del DVR non può essere portata al di fuori degli ambiti aziendali (es: a casa del RLS) ma deve essere consultato e rimanere all’interno dell’ambito aziendale.

Per l’elezione del RLS nelle aziende agricole, ci sono specifici accordi sindacali?

Per il comparto agricolo e per gli operatori florovivaisti, si può fare riferimento al “Verbale di Accordo relativo al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e comitati paritetici” e all’Accordo per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, che sono stati siglati nell’ambito del nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti, tra le parti sociali agricole il 19 giugno 2018 (Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, Confederazione Nazionale Coldiretti, Cia – Agricoltori italiani e la CONFEDERDIA, la FLAI – CGIL, la FAI – CISL e la UILA-UIL).

Può essere eletto RLS un lavoratore a tempo determinato?

S’, possono essere eletti RLS anche lavoratori a tempo determinato il cui rapporto di lavoro con l’azienda abbia una durata non inferiore a 51 giornate (con preferenza per i dipendenti che hanno il rapporto di lavoro con l’azienda di maggiore durata).

Puo’ il datore di lavoro o un dirigente, “eleggere” o “nominare” un RLS?:

No, l’esercizio di tale diritto, che spetta ai lavoratori subordinati, non può in alcun modo essere supplito dalle scelte e/o imposizioni del datore di lavoro o dai suoi collaboratori.

Puo’ un RSPP essere eletto a RLS e viceversa?

No, la nomina da parte del DL a RSPP è incompatibile con l’incarico scelto dai lavoratori a RLS. Il D.Lgs. 81/2008 al comma 7, art. 50, indica chiaramente che l’esercizio delle funzioni di RLS è incompatibile con la nomina di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione – RSPP – e di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione – ASPP. Tutte queste figure infatti hanno l’obiettivo comune di garantire, attraverso una fattiva collaborazione, la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, ma devono rimanere soggetti distinti. Quindi, nel caso in cui un lavoratore sia un RSPP o un ASPP, la scelta dei lavoratori (oppure nelle fila delle rappresentanze sindacali) a RLS è incompatibile con tali ruoli.

Quali sono i compiti del RLS?

I compiti (“attribuzioni”) del RLS sono stabiliti dall’art. 50 del D.Lgs.81/08, che riporta l’elenco completo dei compiti. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il RLS: accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva; c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente; d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37; e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed alle miscele pericolose, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali; f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37; h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori; i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito; l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35; m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione; n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

Quanto tempo ha a disposizione l’RLS per lo svolgimento del proprio incarico?

Secondo quanto previsto dall’art.50 del D.Lgs.81/08, il RLS deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni. L’RLS, inoltre, non può subire alcun pregiudizio a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla Legge per le rappresentanze sindacale.

Secondo l’Accordo siglato per il comparto agricolo e gli operatori florovivaisti, di quanti permessi retribuiti ha diritto il RLS ?

L’Accordo dello specifico comparto prevede permessi retribuiti annui pari a 6 ore e 30 minuti per azienda con occupazione annua da 151 a 1.350 gg; 12 ore e 30 minuti per aziende con occupazione annua da 1.351 a 2.700 gg e 20 ore e 30 minuti per aziende con occupazione annua oltre 2.700 gg.

Sicurezza sul Lavoro

CHE COS’E’ IL D.LGS. 81/08 O TESTO UNICO DELLA SICUREZZA?

Il D.Lgs. 81/08 è l’attuazione dell’articolo 1 della Legge 3 agosto 2007 n.123, che prescrive le misure per la tutela della salute e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici.

Come si individua il PREPOSTO tra il personale delle scuole in mancanza di indicazioni contrattuali o nomine del Datore di Lavoro?

E’ giusto considerare il Coordinatore Didattico o il Coordinatore di Plesso come preposto o preposto di fatto! Il preposto risponde alla definizione del D.Lgs. 81/08 all’art. 2 comma 1 lettera “e”, quindi nel caso di una individuazione formalizzata è più semplice individuarne senza ambiguità compiti e attribuzioni.

In ogni caso, l’art. 299 del D.Lgs. 81/08 prevede che “Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b), d) ed e), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti.,quindi il Coordinatore didattico al quale è attribuito il compito di sovraintendere l’attività lavorativa di altri lavoratori è quantomeno un Preposto di Fatto nei confronti di tale personale.

Come si pone nei riguardi del D.Lgs. 81/08 il volontario del soccorso, nello specifico della Croce Rossa o di altri servizi similari?

Al volontario di Croce Rossa e/o altro servizio di volontariato similare il D.Lgs. 81/08 si applica tenendo conto delle particolari esigenze del servizio disciplinate dal DECRETO INTERMINISTERIALE 13 aprile 2011.

E’ OBBLIGATORIA LA FIGURA DEL RSPP NEI CONDOMINI?

Fermo restando quanto previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ai lavoratori a domicilio ed ai lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.

Fermo restando quanto indicato nell’art. 3 comma 9 del D.Lgs 81/08 (sopra riportato), al di fuori di questa ipotesi, se ci sono lavoratori subordinati o ad essi equiparati (ex art. 2 comma 1, lettera a) dello stesso decreto) il RSPP va nominato secondo D. Lgs 81/2008, art. 33, comma1, lettera d.

In un comitato locale dove vi siano esclusivamente volontari, il Presidente ovvero il Legale Rappresentnate, nei loro confronti è tenuto a rispettare le disposizioni del D.Lgs. 81/08?

Sì, il D.Lgs. 81/08 si applica tenendo conto delle particolari esigenze del servizio disciplinate dal DECRETO INTERMINISTERIALE 13 aprile 2011.

LE ASSOCIAZIONI ONLUS SONO SOGGETTE ALL’APPLICAZIONE DEL D.LGS. 81/08?

Sì, le ONLUS sono soggette all’applicazione del D.Lgs.81/08. Ciò non significa che siano sempre esigibili tutti gli obblighi previsti in tutte le ONLUS. Per capire se siano applicabili i principali obblighi definiti dal D.Lgs. 81/08 occorre verificare se all’interno vi siano soggetti che rientrano nella definizione di lavoratore subordinato e/o equiparato (ex art. 2 e 3 del D.Lgs. 81/08) e se di conseguenza possa individuarsi, anche di fatto (art. 299 D.Lgs. 81/08), la figura di datore di lavoro.

Per aziende industriali si intendono le aziende che fanno parte del settore secondario?

Pur non essendo indicata una definizione di azienda industriale, la dottrina ritiene di dover far riferimento all’art. 2195 del Codice Civile, il quale prevede che un’attività industriale sia diretta alla produzione di beni o di servizi.

Uffici con oltre 200 lavoratori che svolgono attività di pianificazione e progettazione di sistemi informatici che integrano l’hardware dei computer, possono nominare un RSPP esterno?

L’attività di cui trattasi laddove si svolga pianificazione e progettazione di sistemi informatici che integrano l’hardware dei computer, viene considerata attività industriale con più di 200 lavoratori con il vincolo del SPP interno. Eventualmente è possibile integrare l’operato del RSPP Interno con un servizio od un professionista esterno ad hoc.

Un lavoratore somministrato può essere nominato preposto da parte del DdL della società utilizzatrice ai sensi del D.Lgs. 81/08?

Non risultano esserci divieti in questo senso; occorre però verificare che sia la qualifica e sia il ruolo di preposto sia coerente con la formazione e l’esperienza del soggetto ed inoltre è bene verificare le condizioni contratto di somministrazione.

Una piccola società (S.r.l. o S.n.c.) con 2 dipendenti, ha l’obbligo di nominare: il RSPP, l’addetto alla gestione delle emergenze/antincendio, di primo soccorso ed il RLS?

Sì, l’obbligo vige anche nelle attività/società ove formalmente non vi siano lavoratori subordinati, ma i lavoratori sono gli stessi soci. In questi casi vi è la possibilità di nominare gli addetti tra i lavoratori subordinati oppure il Legale Rappresentante/Datore di Lavoro può svolgere direttamente i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Addetto al primo soccorso, Addetto al servizio di antincendio ed evacuazione eccetto la figura del RLS. Lo svolgimento di tali compiti prevede il possesso di requisiti e la relativa frequanza a corsi di formazione specifici. Il RLS essendo un diritto di rappresentanza dei lavoratori, deve essere eletto tra i lavoratori (oppure scelto tra il RLS Territoriale o di Comparto ove disponibili) e deve essere formato ex art. 37 comma 10 del D.Lgs. 81/08.

VI E’ COMPATIBILITA’ TRA LO SVOLGIMENTO DEI COMPITI DEL RSPP E DEL DIRIGENTE DELEGATO?

Premesso che la nomina del RSPP è un obbligo indelegabile del Datore di Lavoro (e non del suo delegato) ai sensi del art. 17 comma 1, lettera “b”. Se il delegato possiede i requisiti di cui all’art. 32 del D.Lgs. 81/08, non essendovi incompatibilità normativamente espresse, potrebbe essere nominato dal Datore di Lavoro/Legale Rappresentante come RSPP interno.

In ogni caso, il Datore di Lavoro/Legale Rappresentante dovrà verificare che non vi siano altre cause di incompatibilità.

Per quanto riguarda lo svolgimento diretto dell’incarico di RSPP Datore di Lavoro, solo il Datore di Lavoro può svolgere tale ruolo nei casi previsti dall’art. 34 del D.Lgs. 81/08.