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In alcuni ambienti di lavoro il datore di lavoro è tenuto per legge ad attuare la sorveglianza sanitaria (D.Lgs.81/08 art. 18 comma1). Questo implica che il datore di lavoro e/o il dirigente, in collaborazione con il medico competente, attuano tutte le procedure di prevenzione e tutte le azioni necessarie a garantire la salubrità degli ambienti di lavoro e la salute dei dipendenti. Di questo processo fanno parte le visite mediche preventive e periodiche.

L’obbligo di vista medica e la nomina del medico competente sussiste solo in alcuni casi, ad esempio quando il lavoratore è esposto a rischi per la salute come:

  • rumore;
  • movimentazione dei carichi;
  • movimenti ripetitivi;
  • uso di prodotti chimici e biologici;
  • vibrazioni;
  • radiazioni ionizzanti e non ionizzanti;
  • uso di videoterminali oltre le 4 ore giornaliere.

In base al settore in cui opera l’azienda e alla mansione che l’operatore svolge, il medico competente potrà fare richiesta anche di analisi specifiche come:

  • esami clinici (drug test, alcool test, emocromo, etc…);
  • esami diagnostici strumentali (spirometria, audiometria, ecg, etc…);
  • visita specialistica (oculistica, cardiologica, otorinolaringoiatra, etc..).

La normativa di riferimento per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria è il D.Lgs. 81/08 art. 39 ed è chiaro nel testo di legge che ogni costo relativo alle visite mediche è a carico del datore di lavoro.

L’obiettivo della legge è quello di avere un quadro chiaro della condizione di salute dei lavoratori, in modo da avere per ogni lavoratore una cartella clinica ed un giudizio di idoneità, che consente al datore di lavoro di poter posizionare il lavoratore solo su mansioni che non ledano alla sua salute.

Per raggiungere questo obiettivo, lo stato di salute dei lavoratori deve essere monitorato costantemente. Così, in base a quanto stabilito dall’articolo 41 comma 2 del Testo Unico, datore di lavoro e lavoratori possono avvalersi di diverse tipologie di visita medica:

  • visita medica preventiva e/o periodica;
  • visita medica per cambio di mansione all’interno dell’azienda;
  • visita medica richiesta dal datore di lavoro prima del rientro a lavoro del dipendente, solo nel caso in cui il lavoratore sia stato assente per malattia per più di sessanta giorni;
  • visita medica dopo la cessazione del rapporto lavorativo nel caso in cui il lavoratore sia stato esposto a rischi particolari.

Il datore di lavoro, per non incorrere in provvedimenti di tipo civile e penale, oltre a sanzioni che possono anche superare i 6.000 €, all’esito della Valutazione dei Rischi, effettuare le visite mediche secondo il protocollo sanitario redatto.

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