MINISTERO DEL LAVORO – CIRCOLARE SUL DURC ONLINE

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La Direzione generale per l’Attività ispettiva del Ministero del Lavoro, con la circolare 19 dell’8 giugno 2015 riguardante il Decreto Ministeriale 30 gennaio 2015 sul Durc online, chiarisce diversi punti sulle semplificazioni introdotte da quest’ultimo, sulle operazioni che dovranno svolgere le pubbliche amministrazioni e le imprese per l’acquisizione del Durc, mediante la verifica “con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale della regolarità contributiva nei confronti dell’Inps, dell’Inail e, per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia, nei confronti delle Casse edili”.

La circolare è uscita per offrire chiarimenti sulla nuova normativa contenuta nel decreto interministeriale in riferimento ai soggetti abilitati alla verifica di regolarità contributiva (art. 1 del Decreto) che sono le “amministrazioni aggiudicatrici, gli organismi di diritto pubblico, gli enti aggiudicatori, altri soggetti aggiudicatori, soggetti aggiudicatori e stazioni appaltanti, gli Organismi di attestazione SOA, le amministrazioni pubbliche concedenti in materia di verifica di idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, le amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari ed i gestori di pubblici servizi (DPR 445/2000), l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse, le banche o gli intermediari finanziari, (cessioni dei crediti certificati, L. 2/2009 e L. 89/2014)”.

Si specifica che nella prima fase di applicazione della nuova norma, le imprese o i lavoratori autonomi e le banche o gli intermediari finanziari non potranno comunque verificare la regolarità contributiva, prima di aver atteso i tempi tecnici per tutti gli aggiornamenti informatici del caso; questi soggetti possono verificare in tempo reale la regolarità contributiva nei confronti dell’Inps, dell’Inail e delle Casse edili e lo possono fare nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi ai quali è richiesto il possesso del Durc.

Il risultato della verifica sarà sostitutivo, a tutti gli effetti, del Durc, già predisposto per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, compresi i benefici e le sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti; nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia; per il rilascio dell’attestazione SOA.

La verifica in tempo reale dei requisiti di regolarità si riferisce ai pagamenti dovuti dall’impresa in relazione ai lavoratori subordinati e a quelli impiegati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa che operano nell’impresa; ai pagamenti dovuti dai lavoratori autonomi, scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive. La circolare, nella funzione di chiarimento sull’art. 3 del decreto, richiama il Decreto Legge 34/14, “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”.

“La verifica della regolarità contributiva dell’impresa, si riferisce agli adempimenti cui la stessa è tenuta avuto riguardo a tutte le tipologie di rapporti di lavoro subordinato ed autonomo, compresi quelli relativi ai soggetti tenuti all’iscrizione obbligatoria alla gestione separata (Legge 335/1995)”.

In riferimento ancora all’art. 3, nella circolare ministeriale in oggetto, si pone l’attenzione su “la verifica di regolarità contributiva nei confronti dei lavoratori autonomi iscritti alle gestioni amministrate dall’Inps  per i quali l’obbligo contributivo viene assolto in proprio, dovrà essere effettuata indicando il codice fiscale di ciascuno dei lavoratori autonomi che operano nell’impresa ove lo stesso risulti non coincidere con quello dell’impresa da verificare”.

La regolarità, si chiarisce, si avrà comunque in caso:

  • “di rateizzazioni concesse dall’Inps, dall’Inail o dalle Casse edili ovvero dagli Agenti della riscossione sulla base delle disposizioni di legge e dei rispettivi regolamenti;

  • di sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative;

  • di crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la quale sia stato verificato il credito, nelle forme previste dalla legge o dalle disposizioni emanate dagli Enti preposti alla verifica e che sia stata accettata dai medesimi Enti;

  • di crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso; di crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza;

  • di crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario”.

Inoltre, anche nel caso in cui ci fosse una piccola discrepanza tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto e a ciascuna Cassa edile, sarà riconoscita la regolarità. In questa evenienza, il Decreto ministeriale dispone che “non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascuna Gestione nella quale l’omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge”.

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